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Chi non ha mai avuto a che fare con un amico, un collega, magari un partner o un genitore che, in qualsiasi discussione volesse sempre e immancabilmente avere l’ultima parola?

Magari invece è proprio a te che viene detto che vuoi sempre avere l’ultima parola…

Cosa si può fare quando si ha a che fare con questo problema, sia che ne siamo vittime che artefici?

Innanzitutto bisogna sempre tenere presente che in qualsiasi discussione non esiste un punto di vista giusto e uno sbagliato, in quanto punti di vista entrambi hanno delle basi, provengono da un ragionamento, da un’esperienza di vita, dalla propria cultura, ogni punto di vista è degno di esistere.

 

Non giudicare sbagliato ciò che non conosci, cogli l’occasione per comprendere.
(Pablo Picasso)

 

Chi vuole avere l’ultima parola in una discussione difficilmente ascolterà realmente ciò che l’altro ha da dire, ma si concentrerà solo su come potrà controbattere: questo ci impedisce di riuscire a calarci nei suoi panni.

Liberiamo la mente dal preconcetto che esista un’unica realtà assoluta (e che magari siamo noi ad esserne i detentori…) tutto ciò che sappiamo del mondo è solo una sua visione parziale, visione che prende in considerazione degli elementi e ne esclude necessariamente degli altri, l’altra persona è proprio quella che ci permette di venire in contatto con gli elementi che non abbiamo considerato: se vogliamo avere necessariamente l’ultima parola non saremo liberi di scegliere se considerare o meno gli elementi di novità che l’altro ci porta, che poi è la vera ricchezza offerta dalle interazioni umane.

Barricarsi dietro l’orgoglio dell’avere l’ultima parola non ti renderà certamente libero, anzi, diminuirà le tue possibilità di scelta, facendoti fossilizzare sempre sulle stesse idee: un sistema che non si evolve non può che collassare su se stesso.

E a te quante volte è capitato di avere la voglia irrefrenabile di avere l’ultima parola in una discussione?