Quando la lasciamo fare, la natura si tira fuori da sola pian piano dal disordine in cui è finita. È la nostra inquietudine, è la nostra impazienza che rovina tutto, e gli uomini muoiono tutti quanti per via dei farmaci e non per via delle malattie. Il malato immaginario – Molière

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Ipocondria, patofobia e disturbo d’ansia per la salute sono 3 etichette per parlare di problemi in apparenza simili, ma sostanzialmente diversi.

Chi soffre di ipocondria passa tutto il tempo in attesa del sintomo che gli confermi di avere la terribile malattia che è intimamente convinto di avere. Ogni sintomo diventa buono come prova, e dato che il corpo manda sempre dei segnali, se noi ci poniamo in attento ascolto di questi segnali, finisce che prima o poi li troviamo. Si passa quindi alle visite mediche, continue e inutili, la diagnosi è sempre la stessa “lei non ha niente”, ma il pensiero dell’ipocondriaco è “anche questo medico non è capace, non è riuscito a scoprire la malattia di cui soffro”.

Il patofobico invece ha paura di avere qualche malattia che potrebbe porre fine alla sua vita in tempi generalmente molto rapidi, vi rientrano paura di ictus o infarti (cardiofobia) con ossessioni legate alla misurazione della pressione e del battito cardiaco. Altrettanto spesso prevale l’evitamento della situazione che ci spaventa, limitiamo gli sforzi fisici per evitare di affaticare il cuore (cosa che tiene il corpo fuori allenamento aumentando per assurdo la possibilità di episodi critici) ed evitando assolutamente tutte le visite mediche e le indagini (tac, radiografie, analisi del sangue…) per paura di scoprire di avere una qualche malattia (e quindi trascurando anche dei segnali reali di pericolo).

Il disturbo d’ansia per la salute prevede parte di entrambi i disturbi precedenti, ma, soprattutto, può essere diagnosticato anche a chi ha davvero un problema di salute, perchè è giusto essere preoccupati per la propria salute qualora si abbia una patologia, ma la preoccupazione può essere eccessiva e causare un peggioramento della patologia stessa.

La paura delle malattie è diventata una vera e propria epidemia, che causa costi impensabili sia per il singolo che per la collettività (a causa delle visite mediche ripetute, i consulti specialistici, le indagini non necessarie…) inoltre è causa di numerose assenze dal lavoro, secondo una ricerca australiana del 2007 si stima una prevalenza del disturbo nella popolazione generale del 3,4% mentre nella popolazione ospedaliera, secondo una ricerca inglese del 2006, questo valore arriva anche al 20%.

L’utilizzo di internet per informarsi sui propri sintomi genera quella che viene definita “cybercondria” un modo complicato per dire che più si fanno ricerche riguardo dei sintomi, più aumenta l’ansia da malattia.

Da tutto questo si può guarire, con le dovute strategie, e grazie ad un aiuto specialistico. Si deve sempre sottolineare che sebbene sembrino disturbi identici (potremmo semplificare il tutto come una eccessiva fissazione per le malattie), questi disturbi hanno meccanismi di funzionamento completamente diversi, per cui anche le strategie di risoluzione sono sempre differenti.

Riferimenti:

La paura delle malattie – Bartoletti, Nardone 2018 (clicca per acquistarlo su amazon)

Health anxiety: the silent, disabling epidemic – Peter Tyrer, Trine Eilenberg, Per Fink, Erik Hedman, Helen Tyrer 2016