Ieri sera 12 dicembre 2016, su Canale 5, è andata in onda la quarta puntata del programma Selfie condotto da Simona Ventura, la trasmissione si occupa di vari aspetti del cambiamento, da quello fisico a quello psicologico e naturalmente mi soffermerò proprio su quest’ultimo.

Il caso di cui parlerò in questo articolo è il secondo incontro di Nicoletta, una donna con un grave disturbo ossessivo compulsivo basato sull’ordine, in terapia dallo Psicoterapeuta Giorgio Nardone (di cui ho l’onore di essere uno studente) ed è stato soprannominato “questione di ordine” (qui il link al video).

Per chi si fosse perso la prima puntata, qui trovate l’articolo che ne parla: QUESTIONE DI ORDINE – PRIMA PARTE

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Nicoletta ha raggiunto in breve tempo dei risultati che a molti potrebbero sembrare incredibili, ma che in realtà sono frutto di un’avanzata tecnologia terapeutica:  la tecnica principale che vediamo utilizzare è quella tipica per questo tipo di disturbi secondo la Terapia Breve Strategica di Giorgio Nardone, si tratta di “mettere in disordine qualcosa ogni giorno” oppure come viene chiamata dallo stesso Giorgio Nardone nei suoi libri la “violazione” dell’imposizione fobica (Nardone, G., & Portelli, C. (2013). Ossessioni, compulsioni, manie.).

Ovviamente la prescrizione del “mettere in disordine” può essere accettata ed eseguita dal paziente solo grazie ad un sofisticato lavoro fatto in seduta dal terapeuta, che, con un obiettivo ben chiaro, orienta strategicamente il dialogo verso l’obiettivo, questa però non è la sede adatta a discuterne, ma per chi fosse interessato consiglio il libro Ossessioni, compulsioni, manie (Nardone, Portelli, 2013) e Il dialogo strategico (Nardone, Salvini, 2004)

Mettendo in atto le indicazioni del Prof Nardone Nicoletta in 3 settimane è riuscita a:

  • rompere l’ordine in cui ha sistemato i maglioni del marito
  • evitare di usare un disinfettante per lavare i vestiti
  • lasciare i giochi dei bambini in disordine prima di uscire di casa
  • evitare di pulire il tavolo con l’antibatterico
  • disallineare le bottiglie del latte nel frigo
  • spostare un cibo da un ripiano all’altro del frigorifero
  • lasciare un pezzo di carta sul lavandino
  • lasciare che sia il marito a sistemare la spesa (delegando quindi il controllo ad un’altra persona)
  • mettere le scarpe in casa
  • lasciare che le figlie tenessero le scarpe in casa

 

mano a mano che le compulsioni sono venute meno Nicoletta ha ricominciato anche a sentire il bisogno di dedicarsi a sé stessa, sia nell’abbigliamento che nella cura del corpo, cosa che da tempo aveva smesso di fare.

 

Il commento finale del Prof Giorgio Nardone è il seguente:

Direi che da un punto di vista di osservazione clinica tutti i cambiamenti che ha realizzato e adesso abbiamo visto anche in questo camerino come è stato definito lercio lei non si è preoccupata di pulire o di non toccare anzi ha provato le cose ha preso la rivista e poi quello che ha fatto vedere a casa, lei ha fatto giocare le bambine fuori, le ha portate in casa con le scarpe sporche con i vestiti sporchi e poi vi posso assicurare che a me ha raccontato tutta una serie di altri dettagli che manifestano una completa guarigione del disturbo

 

I libri che consiglio per approfondire l’argomento sono:

Nardone, G., & Portelli, C. (2013). Ossessioni, compulsioni, manie.

Nardone, G., & Salvini, A. (2004). Il Dialogo Strategico: Comunicare persuadendo: tecniche evolute per il cambiamento. Ponte alle Grazie.