Presentato in anteprima mondiale alla 73a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, nell’ambito di Biennale College questa commedia racconta la giornata di un professore di lettere e filosofia che si sveglia con un fischio alle orecchie e con un enigmatico messaggio sulla porta del frigo, da lì in poi si imbatterà in una serie di personaggi assurdi che hanno tutti una cosa in comune: non si prendono sul serio.

Il nostro professore supplente di filosofia passa da una situazione all’altra in cui, il suo prendersi sul serio, il suo pensare di essere superiore agli altri, gli impedisce di godersi la vita come “gli altri” il fischio si fa sempre più presente mano a mano che il protagonista, in virtù di una personale etica rinuncia a vivere:

(Parlando dei sui “mancati successi”) 

Lui:“le mie occasioni ce le ho avute, solo che non sono voluto scendere a compromessi”. 

Lei: “il compromesso si tende a confordere con l’accettazione”.

Lui:“l’accettazione è una resa” 

Interessante la scena in cui il professore viene etichettato come ipocondriaco dal medico a cui si è rivolto e che in poche battute mostra l’aspetto principale del disturbo: cercare costantemente conferma di qualcosa di cui ha certezza (la malattia), andando avanti in visite, analisi e indagini, e scartando come errori tutti i risultati che negano la sua credenza.