litigio

 

Ti è mai capitato di litigare con qualcuno a cui vuoi bene e poi accorgerti che il problema di base da risolvere non era poi così importante?
Sei una persona molto calma, ma quando si tratta di discutere con un tuo caro ti accorgi che diventi “un’altra persona” e ti trovi, senza volere, ad alzare i toni?
Ti sei mai chiesto perchè ti è difficile avere a che fare proprio con le persone a cui vuoi più bene?

I litigi si basano su due differenti ordini di cause:

  • Situazioni
  • Emozioni

Quando hai a che fare con una persona di cui ti importa poco entrano in gioco soprattutto le situazioni, quindi tutto ciò che è pratico e concreto e che puoi elaborare con una lucida analisi delle opportunità e dei pro e contro.
Se, invece, stai discutendo con una persona cara, un genitore, un figlio, un compagno, ecco che la maggior parte dell’attenzione viene presa dalle emozioni: la parte situazionale del problema passa in secondo piano e la discussione si trasforma facilmente in litigio, a prescindere dalla causa che l’ha scatenata.

Come puoi fare ad uscire fuori da questa trappola?

  1. La prima fase è separare le emozioni dalle situazioni, come fare?
    Le emozioni più diffuse in una discussione possono essere la rabbia e la paura, due emozioni altamente funzionali, ma che vanno utilizzate nel modo giusto: difficilmente la vostra discussione su chi deve portare fuori la spazzatura sarà influenzata positivamente da una emozione del genere.
    Il modo più semplice per evitare di affrontare una situazione con rabbia è quello di uscirne per un attimo, fai una passeggiata di 20 minuti, vai in un’altra stanza e ascolta della musica, fai un’attività fisica che sia in grado di farti esprimere questa energia.
  2. Una volta che ti sarai preso cura dell’emozione dovrai affrontare la situazione, quindi il problema concreto in sè, non commettere l’errore di pensare che poichè la rabbia e la paura non ci sono più tutto è passato: il sacco della spazzatura è ancora lì in cucina che ti aspetta!
  3. Definisci bene il problema. La mente per risparmiare energie utilizza un processo chiamato di generalizzazione, che però, in alcuni casi, crea un po’ di problemi.
    Pensa ad un problema posto in questi due modi:
    1. Non mi aiuti mai
    2. Oggi sono stanco/a e mi ha fatto arrabbiare il fatto che tu non abbia pensato di portare la spazzatura fuori al posto mio, e mi rendo conto di aver sbagliato a non avertelo chiesto.
    Quale delle due frasi hai sentito più spesso? E quale, invece, definisce un problema in maniera chiara e non equivocabile?
  4. Ammetti di aver sbagliato, di poter fare diversamente: non aver paura di ammettere di aver fatto qualcosa che avresti potuto fare meglio, nessuno è immune da errori.
  5. Collabora per risolvere il problema: nelle discussioni ci si mette l’uno contro l’altro, la vittoria di uno coincide con la sconfitta dell’altro, nel frattempo la spazzatura è ancora lì ad aspettarvi. Focalizzandosi sul problema ben definito è facilissimo giungere ad un accordo che vada bene ad entrambi, iniziando finalmente a cooperare invece che competere.
  6. Elimina le parole MA e PERO’: è probabilmente la cosa più difficile che puoi fare e che avrà i migliori risultati in una discussione.
    Guarda tu stesso la differenza tra queste due frasi:
    1.Hai ragione, però la spazzatura la butto sempre io.
    2.Hai ragione e pensavo che volessi darmi una mano buttando tu la spazzatura.
    Quale delle due accende la discussione e quale invece va verso una risoluzione del problema?
  7. Dopo aver spento il litigio e risolto il problema è finalmente il momento per fare qualcosa di bello insieme!

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Andrea Iengo.