Come tenere il passato nel passato (ed evitare che ti rovini il futuro)

Come tenere il passato nel passato (ed evitare che ti rovini il futuro).

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Stai sempre a rimuginare sul tuo passato?

Ti chiedi spesso come sarebbe la tua vita se avessi o non avessi fatto quella cosa?

Parli sempre di quella brutta esperienza tanto che ormai nessuno ne può più di starti a sentire?

Le esperienze traumatiche del passato spesso non si limitano a rovinare i nostri ricordi, ma si ripresentano giorno dopo giorno dopo giorno, compromettendo anche il nostro futuro.

Qualche suggerimento che potrà aiutarti ad affrontare le brutte esperienze del passato:

  1. evita di provare a scacciare i ricordi: la memoria funziona in maniera paradossale, il tentativo di non pensare a qualcosa ci obbliga a pensare a quella cosa stessa. Se ti trovi in una situazione in cui sopraggiunge un ricordo spiacevole accoglilo e non tentare inutilmente di scacciarlo, se sei in presenza di altre persone, invece di far finta di nulla allontanati un attimo e lascia che i ricordi vengano e poi vadano via da soli.
  2. elimina le vecchie abitudini: spesso i ricordi sono legati a degli oggetti, a delle azioni, a dei luoghi, se ti è possibile cambia le abitudini che ti costringono a confrontarti con questi trigger del ricordo e aggiungi nuovi interessi, frequenta nuove persone, visita posti nuovi, cerca di sovrascrivere l’esperienza traumatica attraverso nuove esperienze positive che siano assimilabili a quella.
  3. prova l’ipnosi: ovviamente non è possibile rimuovere un ricordo e in ogni caso non sarebbe neppure una buona idea (a tal proposito potrebbe piacerti questo articolo) ma è possibile disassociare una sensazione negativa dal ricordo stesso.
  4. smettila di parlarne: parlare in continuazione di qualcosa fa sì che questa cosa sia sempre presente, inoltre il rischio è di allontanare le persone che sono intorno a te che si sentirebbero assillate da te che racconti sempre la stessa storia. Invece di parlarne ti potrebbe aiutare scrivere.
  5. scrivi un diario: comincia a tenere un piccoli diario quotidiano di quello che ti accade, quando la scrittura del diario sarà diventata un’abitudine comincerai a inserirvi anche i ricordi (e qui vorrei che ti focalizzassi soprattutto su pensieri ed emozioni) legati all’esperienza traumatica, questo ti aiuterà a collocarla a poco a poco nel passato.

Hai avuto una brutta esperienza sentimentale e non riesci a dimenticare quella persona? Dai uno sguardo a questo articolo.

Prova questi semplici consigli e fammi sapere come va nei commenti.

Andrea Iengo.

Sai ascoltare? Ecco 8 metodi per migliorare la tua capacità di ascolto

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Ti hanno mai detto “non mi ascolti mai” oppure “parlare con te è come parlare al vento” o altre frasi simili?

Se ti è successo con qualcuno che ti annoiava a morte tutto bene, se invece ti è capitato con una persona a cui tieni e magari sei sicuro di aver prestato la giusta attenzione, allora potresti avere dei vantaggi utilizzando qualche piccolo accorgimento:

  1. aspetta che l’altro abbia finito di parlare prima di dire la tua: interrompere è la prima cosa che fa sentire l’altro non ascoltato, se hai qualcosa da dire puoi sempre farlo quando l’altra persona avrà finito di parlare.
  2. resta concentrato: se ti distrai inevitabilmente mostrerai poco interesse, silenzia il cellulare ed evita le altre distrazioni.
  3. annuisci: può sembrare un trucchetto, ma ti assicuro che se annuisci (a cicli di 3) mentre l’altra persona parla ti mostrerai molto più interessato all’argomento, provaci la prossima volta che ascolterai qualcuno.
  4. fai domande: il fare domande è un chiaro segno di interesse, non avere paura di essere invadente, se qualcuno ti sta raccontando qualcosa è perchè vuole condividerla con te.
  5. astieniti dal giudizio: quanto spesso sentiamo l’irrefrenabile desiderio di giudicare le azioni o le idee degli altri? Ecco, per una volta prova ad astenerti dal giudizio: l’altra persona per aver raggiunto una certa consapevolezza o aver deciso in un certo modo deve aver avuto i suoi buoni motivi per farlo, anche se tu non condividi quello che dice o che fa.
  6. guarda il tuo interlocutore: l’ideale sarebbe osservare il suo viso con uno sguardo circolare per una durata tra i 5 e i 10 secondi, per poi portare lo sguardo altrove per altrettanti secondi e ricominciare tutto daccapo, questo sguardo dimostra interesse, ma, allo stesso tempo, non è troppo intrusivo.
  7. riformula quello che l’altro ti dice: dopo un po’ che l’altro sta parlando potresti prendere la parola per assicurarti di aver capito tutto bene, digli “scusami, fammi capire se ho capito bene…”
  8. mantieni un linguaggio del corpo accogliente: inclina il busto nella direzione del tuo interlocutore e non incrociare la braccia, sarebbe bene che fossero leggermente allargate per trasmettere accoglienza all’altra persona.

Prova questi suggerimenti uno alla volta e vedi quali ti sono più utili nella vita di tutti i giorni, ascoltare è una capacità che va allenata!

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Andrea Iengo.

Problemi di memoria? 6 semplici strategie per potenziarla!

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Sei campione in vuoti di memoria?

Quando una persona si presenta il suo nome salta direttamente la memoria per finire nell’oblio?

Quando torni a casa dopo aver fatto la spesa hai immancabilmente dimenticato di comprare metà delle cose che dovevi comprare?

Durante un esame non riesci a ricordare neppure il nome di un libro?

Beh, forse potresti provare ad utilizzare qualche stratagemma per migliorare la tua memoria.

(Se lo avessi dimenticato l’articolo parla proprio di come migliorare la memoria)

  1. Allena la memoria: la memoria in qualche modo è simile ad un muscolo, puoi mai andare alle olimpiadi senza allenamento? Allo stesso modo non puoi tralasciare di allenare la tua memoria per quando ti serve (cioè sempre). In questo caso ti saranno di aiuto quelle diavolerie elettroniche chiamate smartphone e i vari giochini per migliorare la memoria, fai una ricerca sullo store del tuo smartphone e troverai decine di applicazioni che possono aiutarti ad allenare la memoria!
  2. Evita la luce blu dei monitor prima di andare a dormire: non influisce direttamente sulla memoria, ma sul sonno, che a sua volta influisce poi sulla memoria, le frequenze blu della luce inibiscono la produzione di melatonina e quindi impediscono un sonno ristoratore. Per evitare questo problema dovresti evitare di usare tablet, smartphone, pc e tv almeno per un’ora prima di andare a dormire. Ma se proprio sei smartphone dipendente? Anche qui ci viene in aiuto un trucchetto: cerca filtro luce blu sullo store del tuo cellulare e troverai decine di app che non fanno altro che rendere il tuo schermo meno blu (e quindi più rosso), e migliorare la qualità del sonno, provare per credere!
  3. Organizza le tue attività: secondo uno schema abbastanza rigido in modo da consentirti di dedicarti ad una sola attività per volta, quando l’attenzione passa da un’attività all’altra senza un filo logico ti capiterà immancabilmente di commettere degli errori di distrazione. Se non riesci a organizzare bene le tue giornate potresti trovare interessante questo articolo.
  4. Tecnica dei loci di Cicerone: è una mnemotecnica che consiste nell’associare a delle parole chiave di un discorso dei luoghi. Ad esempio potresti visualizzare il percorso da casa tua a lavoro e inserire in ognuno dei punti di riferimento che hai una delle parole chiave che dovrai ricordare per richiamare alla memoria tutto il tuo discorso, fai una prova e resterai stupito dall’efficacia di questa tecnica.
  5. Crea una storia: la memoria funziona meglio se le cose sono associate in forma narrativa, prova a creare una storia che comprende gli elementi che devi ricordare, falli interagire, utilizza nomi di persona che somigliano ai nomi delle cose che devi ricordare ecc.
  6. Infine fidati della tua memoria: hai mai sentito parlare di quelle persone che prima di un esame non ricordano nulla, ma quasi come per magia poi riescono a superarlo con risultati brillanti? Beh, sicuramente quelle persone non dubitano della propria memoria, anzi se ne fidano ciecamente e questo fa sì che la loro memoria lavori per loro.

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Andrea Iengo.

Timido? 6 facili consigli per venire fuori dal bozzolo!

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La timidezza è un problema che non si risolve da solo o con i farmaci, è importante, per affrontarla, un processo di crescita personale che si basa sulla pratica, passo dopo passo, giorno dopo giorno, all’interno di reali situazioni sociali.

Un amico ti ha invitato ad una festa ma pensi di non andarci perchè ti sentiresti a disagio?

Quando incontri persone nuove non sai che dire perchè pensi che loro non siano interessate a te?

Ti sembra che quando entri in una stanza tutti ti giudichino male e questo aumenta la tua paura per le situazioni sociali?

Ecco alcuni semplici consigli che puoi applicare, giorno dopo giorno per migliorare la tua vita sociale:

  1. Dichiara la tua timidezza: niente è più potente per demolire i pregiudizi dell’altro del dichiarare una propria debolezza, inoltre dopo averlo fatto non ti sentirai più in imbarazzo perchè gli altri possano scoprire che sei timido, hai disinnescato la bomba ad orologeria!
  2. Fai una lista delle situazioni più imbarazzanti: scrivi tutti i dettagli e mettile in ordine dalla più facile alla più difficile, poi prova ad affrontarle una per volta, non vorrai certo andare in guerra senza aver nemmeno provato a prendere in mano un fucile, vero?
  3. Sorridi e guarda gli altri in viso: nessuno è a proprio agio se qualcun altro avvicinandosi ne evita lo sguardo, non vorrai certo che gli altri siano a disagio quando interagiscono con te? Mi dirai: “ma sono io ad essere a disagio con gli altri, mica il contrario??” Certo, sono d’accordo, ma secondo te una persona che incontra qualcuno (te) che non lo fa sentire a proprio agio si comporterà in maniera carina o in maniera antipatica con questo (te)?
  4. Fai dei complimenti: tutti cercano la riprova sociale delle proprie scelte, dire a qualcuno che ti piace qualcosa di lui (o lei) ti farà apparire come sicuro di te e aprirà uno spazio per conversare su qualcosa che non metterà in imbarazzo nessuno dei due. Non ti sto dicendo di fare complimenti falsi, ma sicuramente riuscirai a trovare almeno una cosa che ti piace in chiunque incrocerai nella tua vita, fai questo piccolo esperimento quotidiano: allenati a trovare una piccola cosa che ti piace in chiunque incontri ovunque tu sia, può essere il viso, il taglio di capelli, un gioiello, un accessorio… quello che ti pare.
  5. Parla di quello che interessa al tuo interlocutore: alle persone piace parlare delle cose a cui sono interessate, se vuoi cominciare a sperimentarti in situazioni sociali senza dover essere tu a parlare per la maggior parte del tempo, cerca di capire cosa può interessare all’altra persona e fagli delle domande proprio su quello, sarà felice di parlare con te per molto molto tempo se tu sarai in grado di ascoltarlo.
  6. Osserva la timidezza degli altri: se sei ad una festa, o sul posto di lavoro o in un bar osserva gli altri e cerca di carpire i segnali della loro timidezza, ti stupirà vedere quante persone timide incontrerai!

 

Condividi questo articolo e guarda le reazioni dei tuoi contatti, magari scoprirai che intorno a te ci sono molte più persone timide di quanto pensi!

 

Andrea Iengo

Come aumentare la creatività e risolvere problemi

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Fai un lavoro creativo, ma qualche volta ti mancano le idee?

A volte senti che non hai più la creatività di una volta?

Quando ti si presenta un problema non riesci a trovare come affrontarlo?

La capacità di affrontare nuove sfide trasformando in maniera originale le proprie esperienze pregresse non è una dote innata, ma può essere allenata, ecco alcuni semplici consigli per allenarti:

  1. Limitati: come? Limitarmi? E perchè? Non dovrei invece aprire la mente a tutto ciò che è nuovo? Sì certo, ma il modo migliore per costringere il nostro cervello a lavorare in maniera diversa dal solito è quello di metterlo in una situazione insolita, ti faccio qualche sempio:
    1. Un fotografo che è solito andare in giro con diversi obiettivi zoom e tantissima attrezzatura sarà costretto a pensare fuori dagli schemi se andrà in giro con una sola macchina fotografica con un obiettivo fisso oppure addirittura solo con il proprio smartphone!
    2. Twitter con i suoi 140 caratteri ti costringe a pensare in maniera differente (forse per questo non ha il successo che ha Facebook? Perchè le persone sono pigre e non vogliono cambiare il proprio modo di agire? Chissà…)
    3. Se dipingi utilizza solo due colori.
    4. Se suoni la chitarra togli una corda.
    5. Se sei un batterista prova a suonare senza un tamburo o un piatto.
  2. Paradosso: il pensiero paradossale ti fa pensare diversamente e quindi incrementa le tue capacità creative e di problem solving.
    Devi scrivere una poesia? Pensa a come potresti scrivere la peggiore poesia del mondo.
    Devi fare una fotografia? Pensa a come fare la fotografia più banale di sempre.
  3. Impara le regole: per poi poterle violare.
  4. Ragiona per assurdo: come sarebbe ora il mondo se i nazisti avessero vinto la guerra? (Leggi a proposito il libro”La svastica sul sole” di Philip K. Dick)
  5. Fai un brainstorming con altre persone e non vergognarti di mettere in discussione anche le idee più assurde: a tal proposito penso sempre a cosa devono aver detto gli ingegneri di Google quando il primo di loro proposte il progetto “Street view” chi è così pazzo da pensare di poter fotografare con delle auto tutte le strade del mondo? Ecco…
  6. Cosa farebbe un altro al mio posto? Grazie al distacco emotivo, che puoi ottenere pensando a come affronterebbe quel problema un’altra persona puoi pensare al di fuori dei tuoi soliti schemi mentali che limitano la tua creatività.
  7. Apprendi da ambiti diversi: chi ha detto che bisogna interessarsi di una sola cosa? La creatività nasce quando si riescono a mettere insieme competenze apprese in differenti ambienti sociali e lavorativi.
  8. Usa la tecnica dei 6 cappelli:
    utilizza 6 differenti punti di vista per ragionare sul problema:
    cappello rosso: osserva la situazione da un punto di vista emozionale. Quali sentimenti ti ispira?
    cappello bianco: osserva la situazione oggettivamente. Quali sono i fatti?
    cappello giallo: osserva la situazione da una prospettiva positiva. Quali elementi della soluzione funzioneranno?
    cappello nero: osserva la situazione da una prospettiva negativa. Cosa non funzionerà?
    cappello verde: pensa creativalmente. Quali idee alternative ci potrebbero essere?
    cappello blu: allarga le tue vedute. Quale sarebbe la migliore soluzione in assoluto?

Se ti è piaciuto questo articolo potrebbe interessarti anche l’articolo riguardo le multipotenzialità e su come prendere decisioni complicate.

Sentiti libero di condividere questo articolo con tutti i creativi che conosci!

Andrea Iengo.

Cosa vuoi fare da grande?

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Quando ti è stato chiesto per la prima volta cosa avresti voluto fare da grande?

Non importa che tu rispondessi l’astronauta, il medico, l’avvocato, il pilota… Questa domanda, ripetuta anno dopo anno dopo anno non ha fatto altro che rafforzare la credenza che tu debba identificarti con il tuo lavoro, e, peggio ancora, che tu debba scegliere uno e un solo lavoro.

Alcune domande hanno il potere di creare delle realtà e se non si è in grado di accorgersene queste realtà, confermate anno dopo anno, sin da quando si è bambini, diventano la nostra realtà indiscutibile.

“Cosa vuoi fare da grande?” è proprio una domanda di questo tipo.

Purtroppo la realtà che si crea in questo modo è una realtà che non aumenta la possibilità di scelta ma la limita, addirittura ad un unico ambito ed orienta tutta la vita della persona sin dalla propria infanzia.

Eppure esistono tantissime persone che non si limitano a specializzarsi in un un’unica area della conoscenza, ma sono incuriosite da tante cose diverse e riescono bene in tutte queste aree, solo che ad un certo punto si annoiano e cercano altro. 

La cosa più difficile, se si è una persona multipontenziale (come dice Emilie Wapnick in un interessantissimo TED Talk ) è quella di non arrendersi alla noia per paura di perdere quello in cui si è investito precedentemente.

La creatività è alimentata dal confrontarsi con realtà differenti, conoscendo culture diverse, mondi lavorativi differenti, delle pratiche che in un ambito lavorativo possono essere consolidate, trasposte in un altro ambito possono generare grande innovazione.

Non tutti hanno un’unica vocazione nella vita e potersi permettere di pensare una cosa del genere può liberare molte persone dalla preoccupazione di cercare la propria strada, di trovare il lavoro perfetto, di pensare di essere dei falliti perchè continuano ad annoiarsi dopo qualche anno che svolgono lo stesso lavoro.

Uno dei segreti per potersi permettere questo stile di vita è quello di trovare un lavoro che ti consenta di mantenerti economicamente, mentre lasci che la tua mente si interessi sempre di cose nuove, lo sapevi che Einstein lavorava in un ufficio brevetti oppure che Bukowski ha fatto tra i più disparati lavori per potersi dedicare alla scrittura?

Se sei una persona multipotenziale ti consiglio di dare uno sguardo al sito di Emilie Wapnick dove troverai molte idee interessanti!

Leggi anche l’articolo su come evitare di procrastinare, è una delle tendenze peggiori per chi ha troppi interessi.

Se ti è piaciuto l’articolo oppure hai delle persone che continuano a chiederti cosa farai da grande… condividi e faglielo leggere!

Andrea Iengo.

Come ti convincono a dire di sì: 5 strategie a cui prestare attenzione

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Ti è mai capitato di fare un acquisto e poi subito dopo di pentirtene?

Sei mai stato fermato per strada da un dialogatore di Greenpeace o Amnesty e a colpi di “ti piacciono i bambini” o “vuoi bene agli orsi” ti sei trovato ad aver fatto una donazione ad una causa in cui magari neppure credevi?

Ti è mai capitato di cambiare gestore elettrico senza aver nemmeno capito bene i benefici che avresti potuto avere da quello nuovo?

Beh se ti è successo probabilmente chi ti ha venduto il prodotto o il servizio avrà utilizzato uno dei cosiddetti ‘principi della persuasione’: nel 1984 Robert Cialdini ha pubblicato la prima edizione del suo libro “Le armi della persuasione”, da allora è passato molto tempo, ma le tecniche attuali che sono usate per spingere le persone a decidere di fare o meno un’azione si basano sui principi individuati da lui più di 30 anni fa.

Qui è importante una premessa: la persuasione non è qualcosa di malvagio, è possibile persuadere una persona ad effettuare una scelta che sia contemporaneamente nel suo e nel nostro interesse, in questo caso vincono entrambi e questo è appunto l’uso migliore che si può fare di queste tecniche.

Se vogliamo essere attenti a non cadere invece di nuovo in qualche trappola tesa da qualche persuasore senza scrupoli dobbiamo conoscere le sue armi in modo da poter riflettere nuovamente su quanto proposto e scegliere quell’azione solo se effettivamente ci renderà felici.

Una buona tecnica è quella di pensare: domani mi pentirò di quello che sto facendo ora? Se la risposta è sì prendetevi 24 ore per decidere…

Vediamo quindi quali sono queste vere e proprie armi:

  1. Confronto: se vi propongono di acquistare qualcosa che costa molto, voi declinate l’offerta e poi vi propongono un’alternativa che costa molto meno è probabile che stanno cercando di sfruttare il principio per cui la mente davanti a un punto di riferimento può cambiare la sua propensione a scegliere, una cosa che se presentata direttamente sarebbe sembrata cara può apparire un affare se presentata dopo qualcosa di molto costoso.
  2. Riprova sociale: è un po’ il principio delle mode, se tutti fanno una cosa penserai che sia giusto farlo, hai presente quando vedi la fila fuori ad un ristorante e decidi di andarci perchè “dev’essere un buon ristorante se ha la fila”? Oppure ti sei mai chiesto perchè le pagine facebook visualizzano i tuoi amici che hanno già segnalato interesse verso quella pagina?
  3. Perchè: pare sia una parolina magica, siamo portati ad accettare incondizionatamente qualsiasi cosa purchè sia seguita da una sua spiegazione, anche se questa è del tutto illogica o superflua.
  4. Reciprocità: se ti regalano qualcosa probabilmente lo fanno per mettere in piedi il meccanismo della reciprocità, hai presente nei centri commerciali quando una hostess ti offre il caffè di una determinata marca e poi tu girando per il supermercato ti senti quasi in obbligo di acquistare quella marca di caffè?
  5. Impegno e coerenza: l’essere umano sovrastima la coerenza… pur di essere coerenti con qualcosa che si è fatto in passato è disposto a fare qualcosa che non avrebbe normalmente fatto, fai attenzione quando ti viene chiesto di esprimere il tuo accordo a qualcosa che ti può sembrare superfluo e marginale, questa tua scelta potrà in futuro condizionarne una molto più grande.

Ora che hai visto i principali meccanismi che spingono le persone a dire di sì magari eviterai di fare scelte di cui pentirti il giorno dopo!

Condividi pure questo articolo… e se poi te ne dovessi pentire?

Andrea Iengo.

Come smettere di pensare al proprio ex ragazzo: 5 facili strategie

come dimenticare ex ragazzoSei stata appena lasciata (magari appena significa da 1 anno) e non riesci ad andare avanti perchè la tua mente è sempre impegnata dal pensiero di lui?

Spesso quando una relazione si interrompe il rischio è quello di restare ossessionati dal proprio ex.

Come puoi smettere di pensare al tuo ex per poter essere più felice e più libera di fare quello che desideri?

Esistono alcuni semplici consigli che sicuramente ti daranno una mano:

  1. parlane con qualcuno di cui ti fidi, ma digli di non darti consigli, il suo ruolo sarà quello di ascoltare e basta.
  2. Probabilmente starai pensando a tutto quello che hai messo in gioco nella relazione con il tuo ex, a tutto il tempo perso. Ricordati che è lo stesso meccanismo che spinge i giocatori d’azzardo a giocare ancora e ancora cercando di recuperare quello che hanno ormai già perso, con l’unico effetto di perdere ancora di più. La tua unica ricchezza è il futuro il passato ormai è andato.
  3. Evita di controllare il tuo ex su facebook, su whatsapp, sotto casa, via email o comunque ti possa venire in mente di farlo, se proprio ne senti la necessità guarda l’orario e fallo un’ora dopo.
  4. Elimina le cose che possono ricordarti la tua relazione: regali, cose comprate insieme, fotografie, messaggi, peluches… devo continuare?
  5. Organizza un tempo per poterti ossessionare con il pensiero del tuo ex: ritagliati durante la giornata un po’ di minuti e trascorrili pensando a lui.

PS se non hai cancellato il tuo ex da Facebook NON condividere questo post! Altrimenti condividi per tutti i tuoi amici che sono stati lasciati da poco!

Andrea Iengo.

6 regole per essere più produttivi e smettere di procrastinare

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Sì adesso lo faccio…

Ma sì tanto ci vogliono solo 2 minuti…

E poi passano ore, giorni, settimane, anni…

questo scenario ti è familiare?

Bene, allora anche tu sei un procrastinatore professionista!

Lo so, è così bello lasciarsi andare alla pigrizia, ma poi a un certo punto tutti i compiti rimandati bussano alla porta ed ecco che ci tocca farli tutti insieme, magari sei anche diventato superefficiente nel rispettare tutte le scadenze, ma che fatica!

Come puoi anche tu liberarti di questa cattiva abitudine ed essere più produttivo?

  1. Imposta una sveglia almeno ogni 50 minuti per prenderti una pausa: il cervello diventa meno produttivo se non si riposa e poi… l’ozio a piccole dosi non è mica così male?
  2. Elimina le distrazioni: facebook, whatsapp, telefonate, ogni scusa è buona per il procrastinatore professionista per poter interrompere i suoi doveri e mettersi a perder tempo… Inoltre secondo uno studio del 2015 pubblicato su Journal of Experimental Psychology un’interruzione di 2,8 secondi raddoppia le possibilità che tu possa fare un errore (che poi va ovviamente corretto perdendo altro tempo) Dirai tu: ma come posso restare tutto il giorno disconnesso dal mondo? Beh, ricordati che ogni 50 minuti avrai una pausa (se avrai seguito il consiglio precedente) e soprattutto ti renderai conto che compiti che prima ti richiedevano una giornata intera adesso puoi svolgerli in un paio d’ore al massimo, bello no?
  3. Obbligati ad avere 1 ora al giorno di svago. Come diceva Jack Nicholson in Shining “Tutto lavoro e niente svago rendono Jack un ragazzo annoiato” e sappiamo tutti com’è andata a finire…
  4. Fai un compito alla volta, è incredibile quanto prima si può finire se si resta concentrati su un solo compito alla volta.
  5. La regola dei due minuti: se ti servono meno di 2 minuti per farlo fallo adesso, altrimenti programmalo per un altro momento della giornata (David Allen in Getting Things Done)
  6. Usa un timer per darti dei tempi precisi per svolgere le tue attività: se per esempio sai che ci vorranno 15 minuti per svolgere una ricerca su internet setta il timer a 15 minuti e inizia a fare le tue ricerche, quando il timer suonerà smetti immediatamente e lavora su quello che hai trovato.

Queste regole mi sono state molto utili per aumentare la mia produttività e sono del tutto compatibili con lo stile di vita di un procrastinatore professionista, quindi non temere e mettile in atto, anche tu potrai continuare ad oziare quando più ti pare se vorrai!

Se ti è piaciuto questo articolo sentiti libero di condividerlo, non subito però, magari domani…

E se… ? 4 semplici strategie per prendere decisioni complicate

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E se… ? 4 strategie per prendere decisioni complicate

Quante volte alle prese con una decisione hai cominciato a pensare “se faccio così poi cosa succederà? forse è meglio fare in quest’altro modo? oppure in effetti anche il primo non era poi così male… oppure c’è un terzo modo…?” la storia l’ha vissuta chiunque almeno una volta e spesso succede che l’indecisione provochi il blocco dell’azione: cioè pensi pensi e poi non fai nulla!

Si hanno due vite. La seconda comincia il giorno in cui ci si rende conto che non se ne ha che una.
(Confucio)

Perchè non sai come prendere decisioni complicate?

Perchè nessuno te l’ha mai insegnato!

Se a scuola insegnassero oltre alle solite materie anche come prendere decisioni complicate una volta cresciuti avremmo certamente meno problemi nella vita di tutti i giorni, ma ci sono anche delle situazioni in cui decisioni, sulla carta molto semplici, si rivelano invece decisioni complicate.

La difficoltà nel prendere una decisione raramente dipende dalla difficoltà della cosa in sé, non dipende quindi da quanto sia difficile fare ordine tra i possibili pro e contro, ma molto più spesso dipende dalla componente emozionale che associ alla decisione stessa: ti è mai capitato di avere davanti al te il quadro di una relazione sentimentale disastrosa, con tutti gli amici che ti dicevano che la cosa più semplice da fare era quella di lasciare il tuo partner e invece restavi lì a pensare e pensare ancora alla decisione da prendere?

Ecco: hai tutti gli elementi a disposizione per decidere in un certo modo eppure…

Come puoi imparare a prendere decisioni più facilmente e con meno sofferenze?

  1. fai finta che un amico ti stia chiedendo un consiglio: cosa consiglieresti a lui se fosse nella tua situazione? eliminando la componente emozionale riuscirai a vedere più chiaramente la strada giusta per te.
  2. datti una scadenza: se sei un tipo che pensa troppo prima di prendere una decisione, datti un limite di tempo da dedicare a un problema. Oggi le informazioni disponibili sono molto più numerose di quelle che il cervello umano può gestire, per cui il rischio è quello di sovraccaricarlo e di non riuscire a decidere affatto. Sei al ristorante e non sai cosa mangiare? Prendi il tuo cellulare e imposta il timer a 2 minuti, poniti l’obiettivo di decidere prima che il timer suoni. La decisione sarà irrevocabile almeno fino al prossimo pasto 🙂
  3. una volta presa una decisione parlane ai tuoi amici: sarà più difficile tornare indietro e avviare di nuovo il meccanismo che ti blocca all’interno dei tuoi pensieri immobilizzandoti.
  4. prendi un pezzo di carta per ogni scelta che hai, facci delle palline, mescolale e poi prendine una a caso: se non ti piace quello che hai estratto scartala e vai avanti 🙂

 

Quali decisioni proprio non riesci a prendere?

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Andrea Iengo.